“rating bancario” per le imprese come farlo crescere

A cura di Luca Pacini, rating advisor (consulente di rating bancario) ed esperto del credito

Vuoi richiedere un prestito o un finanziamento per un progetto innovativo? Sei una piccola, media o grande azienda? Non importa.

Quello che conta è il rating bancario per le imprese ovvero il tuo codice di affidabilità, un rating positivo stilato in base alla tua capacità di solvibilità, cioè in che modi e in che tempi sei in grado di restituire la cifra ricevuta. Sono diversi i fattori che fanno oscillare tale giudizio a rialzo o ribasso; e vedremo pian piano di seguito quali sono i principali e più significativi. Tuttavia esistono diversi tipi di rating, che andremo a conoscere più da vicino. In generale, possiamo anticipare che le costanti che incidono ed impattano sull’emissione di un rating positivo o negativo sono di tre tipi per lo più : dati e informazioni di tipo quantitativo, qualitativo e andamentale.

Un rating bancario , infatti, può essere interno oppure esterno. Il primo è elaborato dalle banche stesse internamente; il secondo, invece, da agenzie specializzate esterne. Poi anche i rating interni possono differire da banca a banca, poichè ognuno ne adotta di diversi che personalizza. Inoltre, il rating bancario si differenzia dallo score proprio per l’attualizzazione e contestualizzazione della situazione dell’impresa, del suo stato di salute, anche guardando al futuro e alle previsioni in prospettiva, sia progettuali che finanziarie, mentre l’altro ne offre più una panoramica storica. Lo score, infatti, attribuisce un punteggio, basandosi su informazioni storiche dell’azienda, come i suoi bilanci, con un’analisi quantitativa e automatica. Invece il rating bancario considera anche business plan, contratti appena siglati, gli elenchi dei fornitori e dei clienti, il piano di finanziamento in corso e quello stipulato dalla Centrale dei rischi.

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Perchè è importante ottenere un buon rating finanziario o rating bancario?

Prima di passare a vedere meglio quali sono le varie classi di merito e quali le varie componenti delle tre costanti qualificative ,quantitative e andamentali, è bene fare due precisazioni. Avere, ottenere un buon rating bancario è positivo anche nel caso di strumenti diversi dal finanziamento bancario, ma – ad esempio – di finanza alternativa.

Infatti, si possono trovare finanziatori, partner in rete, anche all’estero, con altri strumenti oltre a quello del credito e prestito di una banca. Pensiamo a tutte le tipologie di crowdfunding, ossia di raccolta fondi a sostegno di un progetto presentato.

Infine c’è il caso dei mini-bond o cambiali. Questo apre lo spazio ad un’altra puntualizzazione, ossia che, nel caso dei mini-bond, ad esempio, il rating non è obbligatorio, ma è un dato utile e positivo qualora venga presentato e sia buono; infatti i mini-bond, cosi come le cambiali finanziarie, non sono oggetto di rilevazione e controllo e gestione da parte della Centrale dei rischi. Inoltre può esservi la circostanza in cui venga emesso un rating anche se non richiesto dall’azienda stessa : ovvero stiamo parlando de cosiddetto rating unsolicited.

Quali sono le classi di merito del rating per le imprese?

Prima di passare a vedere quali sono le classi di rating per le imprese è bene puntualizzare altre due cose. Innanzitutto che il rating è calcolato su un arco di tempo di 12 mesi, quindi in un anno; poi dobbiamo considerare pro e contro, vantaggi e svantaggi per le imprese. Per quest’ultime avere un buon rating ( o merito creditizio) significa avere condizioni più convenienti e vantaggiose di finanziamento, come tassi di interesse inferiori; per le banche, viceversa, c’è il cosiddetto rischio di credito o di insolvenza, in quanto devono accantonare del capitale per coprire il finanziamento erogato e lo ‘scoperto’ lasciato fino alla sua completa e totale restituzione. Infatti la normativa di riferimento, ovvero i cosiddetti accordi di Basilea che avevano iniziato a dare preponderanza a tale rischio per le banche, avevano come pilastro fondamentale prorpio la solidità ed efficienza del sistema bancario.

Vediamo ora quali sono le classi di merito che si possono andare a costituire :

  • AAA : è il valore di rating più alto, l’impresa a cui si dà credito ha un’estrema capacità di resituzione del finanziamento e degli interessi relativi;
  • AA : l’azienda debitrice ha un capacità molto alta di coprire la cifra del prestito e degli interessi; anche eventuali eventi imponderabili non potrebbero far diminuire tale capacità;
  • A : l’impresa a cui è andato il finanziamento ha una forte capacità di restituirlo, anche se potrebbe risultare sensibile ad eventuali episodi imprevisti ed avversi;
  • BBB : sufficiente capacità di restituire il capitale prestato da parte dell’azienda, capacità che però potrebbe essere compromessa da situazioni economiche particolarmente critiche;
  • BB : l’impresa, soprattutto nel breve periodo, riesce ad adempiere agli impegni presi, ma in casi di complicazioni economiche tale sicurezza e tranquillità potrebbero venire meno;
  • B : si tratta di imprese particolarmente vulnerabili, soprattutto per quanto riguarda il futuro, il lungo termine e casi straordinari; al momento presente, però, resiste in una condizione di stabilità;
  • CCC : tali tipi di aziende sono molto vulnerabili e il rischio insolvenza è concreto e potrebbe subentrare in situazioni economiche critiche forti;
  • CC : al presente, l’impresa in questione è assolutamente vulnerabile;
  • C : nei confronti dell’azienda è stata presentata un’istanza di fallimento, anche se tutti i pagamenti sono stati effettuati ;
  • RD : rischio di default, l’impresa non ha rispettato alcuni pagamenti e potrebbe andare verso il fallimento, nonostante rispetti le obbligazioni;
  • D : l’impresa è insolvente a tutti gli effetti, non ha possibilità alcuna di rimborso e pertanto è in condizione di default o fallimento.

Aspetti qualificativi, quantitativi, andamentali

Abbiamo detto, sin dall’inizio, che uno dei fattori che impatta più positivamente sul rating bancario, sono tutti gli aspetti qualitativi. Che cosa si intende con essi?

Semplificando, la tipologia di impresa, se è a condizione familiare o meno, se è una srl o una spa, se sta attraversando un periodo particolare di ristrutturazione, riorganizzazione, o di qualsiasi cambiamento organizzativo o gestionale; il mercato in cui opera, il suo piano di pianificazione dell’attività e di controllo economico finanziario, oltre che fiscale; quindi anche un suo eventuale business plan al riguardo è incluso negli elementi qualitativi che contribuiscono ad avere un migliore o peggiore rating bancario.

Tra quelli quantitativi sicuramente è incluso il bilancio e i relativi dati di entrate ed uscite, costi e ricavi, introiti e guadagni da un lato e spese e perdite dall’altro. Quindi, a tale proposito, incidono indicatori quali : l’indice di capitalizzazione di un’impresa, che può avere necessità di aumentare capitale anche autofinanziandosi; l’ammontare e l’entità degli interessi bancari, che di solito si attestano intorno al 4 % quando un’impresa è molto indebitata. E, a tale proposito, arriva un primo consiglio : meglio negoziare con la banca i tassi di interesse prima di indebitarsi; poi il rapporto e l’equilibrio tra gli eventuali debiti a breve termine e quelli di medio-lungo periodo; l’ammontare di rimanenze e crediti commerciali.

Infine, per ciò che concerne gli aspetti andamentali, ossia di andamento dell’attività dell’impresa, non possono non comparire all’interno di questa voce elementi quali : il movimento dei conti, dei pagamenti effettuati ( per la merce, dei dipendenti etc), di eventuali insoluti e prestiti precedenti, di eventuali scoperti segnalazioni alla Centrale dei rischi.

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Cosa può fare e cosa no l’impresa per avere un rating bancario positivo?

In situazioni prolematiche, che cosa può e deva fare nel concreto un’azienda per essere solvibile e mantenere un livello di rating dignitoso e buono?

Proviamo a dare qualche semplice, ma utile, consiglio pratico.

Innanzitutto, cercare di usare i fidi bancari secondo gli accordi presi, nei tempi e nelle modalità previste. Cosi come occorre sempre resitutire le rate dei prestiti e mutui. Per i fidi, come per le rate dei mutui o dei prestiti, è sempre meglio dialogare e parlare con la banca, cercando di rinegoziare e spostare la data di rimborso e restituzione., piuttosto che evitare di pagarla.

Poi non abusare dello strumento dello “scoperto di conto” che non viene mai valutato positivamente, anzi negativamente se in eccesso. Cosi come è sempre meglio evitare, finchè e laddove possibile, di ricorrere agli scoperti e sconfinamenti perchè finiscono nelle segnalazioni della Centrale dei rischi e, se tali sconfinamenti e scoperti superano i 90 giorni, si dichiara il rischio.Per un imprenditore o consumatore modermno quindi diventa indispensabile se no consoce le normative bancarie di riferimento AFFIDARSI all’esperienza di professionisti del settore che garantiscano il raggiungimento degli obiettivi finanziari con gli strumenti che conosce.Qualsiasi informazione al riguardo contatta la Broker Associati & partners di Milano, forti della loro preparazione ed esperienza ventennale sul rating bancario e finanza di impresa con i risultati che potete trovare facilmente in rete.